Tana libera Twitter! Tana libera tutti!

Scritto il 30-05-2011 in Why Not? da



Gazduna for free. Free cioè gratuito, dai, è elementare. Però il mio cervello, che è notoriamente lento e farraginoso, vede Free e legge Libero. Partono in loop immagini di praterie sconfinate e cavalli al galoppo con le criniere al vento (pensavo di avere una fantasia un po’ meno stereotipata, ma tant’è). E allora mi sento libera di raccontare di tutte le cosettine scovate nel web e che, per una cosa o per l’altra, non sono riuscita a spifferare a Gazduna. Non gli ho raccontato, per esempio, che su Twitter seguo Tommaso Neri che è il primo neonato italiano ad avere un account Twitter. Per ora mangia, dorme e fa i bisogni, ma aspetto con ansia quando dirà le sue prime parole (o farà il suo primo tweet da solo). Oppure che ho una grande stima per Ari Seth Cohen, uno street blogger un po’ particolare: nel suo blog, Advanced Style, raccoglie foto degli outfit più interessanti, ma solo se sono indossati da chi ha sessant’anni o più!

O ancora che adoro Nicole Dextras, un’artista canadese ambientale. Sì, proprio ambientale: realizza creazioni solo con materiali effimeri. Abbellisce il paesaggio urbano con lettere realizzate con erba, fiori e frutta o li usa per collezioni di moda destinate ad appassire. Col ghiaccio intrappola abiti o ne fa parole colorate che svettano su cumuli di neve in pieno inverno. Cose così, insomma, in una specie di nascondino virtuale. Perché, sapete, io ero bravissima a nascondino, trovavo sempre tutti. Diciamo spesso. Ok, quasi mai… ma come siete pignoli!

Informazioni sull'autore Mykoize

Mykoize vive perennemente senza tempo, tanto da aver passato la soglia del quarto di secolo pensando di avere ancora vent’anni. Ha il vizio di collezionare città, famiglie e lavori e di rubarne il meglio senza destare alcun sospetto. Salta per la maggior parte del tempo da un treno all’altro e, nel mentre, scrive. Non può farne a meno. Una mattina si è scoperta Social Media Strategist, ma giura che non è colpa sua. Pensa di essere e-qualcosa, ma non ha ancora capito cosa. Anima persa, si diletta come sibilla in erba. Chiamare ore pasti, astenersi persone serene e sollevate. Guarda alla sua vita e al suo futuro come alla sua cucina: cose buone e colorate, che facciano venire curiosità. Per il principio del nomen omen, pare che imbastisca rivoluzioni e che si immerga in profondità inaudite. Dicono anche che i libri non li legga, ma li divori come snack tra un pasto e l’altro, ma sono solo leggende metropolitane. Forse. [continua]

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