Mirrus ovvero “specchio, specchio delle mie reclame”!

Scritto il 17-03-2011 in Comunicazione da


La pubblicità sta attraversando il suo periodo di “riflessione”. Si parla sempre più spesso di ricerca di nuove forme di advertising, si parla di relazione con il consumatore, si parla di straniamento, sorpresa e svelamento della tecnica pubblicitaria nei posti meno consueti all’opera promozionale.
E come in una caccia al tesoro, si cerca ovunque la soluzione per sfondare finalmente le barriere difensive dell’utente. Si cerca per strada, al cinema, si cerca nelle stazioni, si continua a cercare sulla stampa e in tv, si cerca sul web. Mentre tutti si affannano, qualcuno l’ha trovato. Dove? Un luogo di alta affluenza e visibilità. La
Mirrus, azienda ovviamente, rigorosamente e giustamente americana, è artefice di un prodotto che pare essere già nel mirino di grosse multinazionali come Coca Cola e Microsoft: uno specchio speciale che proietta pubblicità nei bagni pubblici. Presenti già nell’aeroporto di O’Hare e nell’arena American Airlines Center, gli specchi riescono a contare quante “impression” si raccolgono e per quanto tempo l’utente è fisso sullo spot. Per chi pensava di trovare pace in un luogo intimo come il bagno, beh è costretto a ricredersi. Lo specchio, posto sia nei bagni maschili che femminili, proietta spot mirati a seconda del genere, a tutto display quando non è utilizzato, e quando l’utente si avvicina, per lavarsi le mani, mettere a posto i capelli e il make-up, ecco che lo spot si sposta nell’angolo in alto del supporto. La logica, secondo il fondatore della Mirrus, è quella di porre gli specchi nei luoghi ad alta concentrazione di traffico, dove è certo che le persone usino i bagni (come gli eventi sportivi, e in aeroporto appunto). Il rischio, però che il prodotto così sponsorizzato venga in qualche modo percepito negativamente (stiamo pur sempre parlando di bagni pubblici) è molto alto, o perlomeno che cominci a suscitare nelle persone un briciolo di sentimento di persecuzione. E mi viene da dire, beato Dorian Gray, che seppure invecchiata e distorta, quella che vedeva impressa nel quadro era la sua immagine, e non quella di un collutorio, uno shampoo, un antiacido o chissà cosa.

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Pericolosa copy finita nella vorticosa Rete di Milano. E’ ricercata per i troppi like e tendenziosi tweet, e il suo nascondiglio preferito sono le community. Maneggia armi non convenzionali e il suo obiettivo è smascherare le campagne pubblicitarie! [continua]

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