Never game over

Scritto il 15-01-2011 in Digital Culture da


Sin da quando ha mosso i suoi primi passi pixelati, l’universo dei videogame ha messo in chiaro una cosa: monitor e joystick gli stavano stretti. Il passaggio dalle sale giochi all’immaginario collettivo è stato brevissimo, con Pac Man e Tetris che s’innalzavano a icone generazionali. Il fenomeno è cresciuto e mai come oggi le pratiche di consumo convergono in quelle videoludiche, le invadono, le modificano. Diventano perfino moda! Il gamer freak si fa chic e il videogioco si fa mondo. Per esempio, oggi posso camminare per strada con le mie Converse “Day of the Tentacle” ai piedi, mentre indosso la felpa con il funghetto 1UP di Super Mario, ascoltando sull’iPod i concerti di Martin Leung, apprezzato pianista di Hong Kong famoso per suonare solo temi tratti da videogiochi (rifatevi le orecchie con “Monkey Island”, qui sotto!)

E non è tutto. Con l’avvento dei giochi di ruolo online, sono nati nuovi tipi di relazione e legame sociale. Così su YouTube spopola “The Guild”, una web serie scritta e interpretata da Felicia Day, attrice vista nell’ultima stagione di “Buffy”. La sitcom è sia una sagace panoramica sia un’ironica autocritica sui giocatori di MMORPG, questa razza misteriosa tutta fantasy e acronimi, capace di riprodursi e/o contagiare nuovi adepti a velocità supersonica.

Il successo di “The Guild” è stato planetario e l’eco si è fatto sentire anche in Italia: la catena di rivenditori GameStop sta producendo proprio ora una serie affine, chiamata The Gamers. L’ambientazione è, ovviamente, quella del negozio di videogiochi, dove si dipanano le eterne diatribe Fifa vs. PES, visuale in 1^ persona vs. visuale in 3^, donne virtuali vs. ormone reale.
Insomma, anche quando staccate le dita dai tasti WASD, i videogame non si spengono davvero. E tanti cari saluti al vecchio “insert coin”!

Informazioni sull'autore MarKeno

Raffinato conoscitore del futile nonché ispirato esperto di spunti, MarKeno è solito sfruttare il suo tempo perdendolo con stile. Cordialmente perseguitato da fantasie e parole, da sempre ripugna gli ormeggi e propugna miraggi. Rifugge in genere le cifre, ma eccone alcune che lo riguardano: un paio di lauree, cinque statuette di cinque amici, un computer pieno di scritti, una cineteca un po’ retro e un po’ cartoon, una libreria che vomita tonnellate di fumetti e quintali di libri. Pragmatismo e Concretezza lo evitano con sdegno, ubriacandolo di dribbling sin dalla più tenera infanzia. E, del resto, quell’età non lo ha mai del tutto abbandonato, aggrappatasi caparbia a un provvidenziale ciuffo di nostalgia, nella notte del suo diciottesimo compleanno. Da allora, ma anche prima, e presumibilmente poi, MarKeno è così: anima nerd, immaginario incandescente, citazionismo inarrestabile, emotività debordante e aracnofobia cronica. Ma anche: nevrosi, monomanie, sbalzi umorali, loquacità tendente a logorrea e spiccata propensione a voli pindarici, infantilismi oltre che a molestare/stimolare le persone fino allo stremo. Vi sta già simpatico, scommetto. No? Ecco, lo sapevo che non dovevo dirvi che ha paura dei ragni. [continua]

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